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Il Giorno del Pinguino

Il Giorno Del Pinguino

Qualcuno lo conosce già, altri lo sentono nominare, molti lo usano senza nemmeno saperlo: è Linux.

Senza entrare nel dettaglio, è bene sapere che Linux non è un “prodotto” nel senso classico del termine. Si tratta di software scritto e mantenuto da appassionati, gente che lo fa per il gusto di farlo, con una qualità che solo chi lavora per passione può ottenere.

Intorno alla passione per Linux e il Software Libero in generale, nascono numerose associazioni che si occupano di promuoverlo giorno dopo giorno e in un evento particolare, che si chiama Linux Day.

E’ la migliore occasione per scoprire il mondo del Software Libero, a tu per tu con chi lo mastica tutti i giorni.

Se sei in zona Milano o hinterland potresti fare un salto al Linux Day organizzato dal LIFOS, domani 24 Ottobre, nella splendida Villa Ghirlanda di Cinisello Balsamo.

E siccome una installazione vale più di mille manuali, avrai l’occasione di installare al volo Linux sul tuo computer (non serve che sia all’ultimo grido).

Ci si vede lì.
Ciao.

Auguri Michele Salvemini

Si vive di momenti, tristi e divertenti, non di momenti tristemente divertenti.

Una grande opera
di importanza storica
che questa nazione salverà.

E per la grande opera
tutti i sudditi in città
grideranno viva Sua Maestà.

Una grande opera,
macchina economica
che i massoni rifocillerà.

È la grande opera,
stupido chi sciopera,
quante bastonate prenderà.

Grandi opere che iniziano ma che non finiranno mai.

Più che l’hobby dell’edilizia ho la lobby dell’edilizia,
che infrange la legge come un bobby che ti sevizia.
Assumo tutto ma la gente minimizza,
perchè arrotolo cartine che non si chiamano Rizla.

Edifico e scasso, va magra e non collasso.
Lo stemma della crew è una squadra col compasso.

Parliamo in codice,
talmente in codice che a volte nemmeno tra noi ci capiamo un clacson.

Palazzinari fieri, geometri, ingegneri e novizi iniziati con atti osceni:
li si traveste da Val di Susa,
e in una stanza chiusa se ne abusa penetrandoli coi treni.

Non abbiamo premi per gare di salto in alto,
ma premiamo per vincere le gare d’appalto.
Siamo balene in un mare di tanto plancton.

Noi quelli dritti, voi fritti come wanton.

“Nei cantieri se la cantano finché non gliela suoneremo.”

Dall’oggi al domani noi loggia dei demani che intreccia legami da cui sbocciano denari.
Capoccia e compari sloggiano i locali,
abbiamo appoggi tali che non ci scocciano i legali.

Non ci fotti,
dacci dei corrotti ma sappi che non ci abbatti come a punta Perotti.

Qui si punta a ponti da tremila metri e rotti,
buoni come soffitti tenuti con i cerotti.

Esclusiva la villa abusiva a riva,
se ti fidi di ’sta casta non ti si castiga:
il divino tomo dice che il condono arriva,
noi bluffiamo solo se giochiamo la partita IVA.

Viva la diga,
iddio la benedica ma non tratterrebbe nemmeno la mia vescica.

Noi devastiamo il fondale abusando della credulità popolare,
tu non chiamare il CICAP.

Il Pisano Imbelvito

Il momento più noioso della giornata è il ritorno a casa, la sera, in un’insensata coda perenne. Nulla può rendermi piacevole quel momento.

Ma questo Pisano Imbelvito™ ci è riuscito.

Trattasi della trasmissione “la Zanzara” su Radio24 del 7 Ottobre 2009.

(caro lettore via RSS, sul web c’è un comodo player flash)

Minacce digitali

Dopo avermi inviato alcuni sms a cui non ho distrattamente fatto caso, ignorandoli totalmente, mia sorella è passata agli MMS:

MMS gonfio

Trattasi di me medesimo, in età infantile, colpito da “orecchioni“. La foto è presente nel dossier che mia madre conserva con tutta la documentazione tecnica che mi riguarda (speriamo non finisca sui giornali, di questi tempi…).

Preservare il dialetto

Per fortuna il raggio d’azione di un segnale WiFi è di poche decine di metri.

WiFi SSID

Donne e uomini qualunque, vittime dell’ottusità militare sovietica

Fratelli Judica CordigliaI fratelli Juidica Cordiglia sono due appassionati radioamatori (oggi diremmo “nerd”) che negli anni della prima esplorazione spaziale furono protagonisti di un impresa eccezionale.

Antenna a TorinoAutocostruendosi antenne enormi, frutto di calcoli accuratissimi sulle radiofrequenze, riuscirono ad intercettare le trasmissioni dei primi mezzi spaziali che Stati Uniti e Unione Sovietica lanciavano, in competizione tra loro, nella famosa rincorsa allo spazio degli anni ‘50 e ‘60.

Non sto qui a dilungarmi sulle loro imprese, tra l’altro ben documentate da un interessantissimo documentario trasmesso su History Channel, perchè vorrei focalizzare l’attenzione su un aspetto poco conosciuto dell’esplorazione spaziale.

La NASA era un ente statunitense statale, non militare. I fallimenti e le tragedie apparivano sui media e i morti si commemoravano in pubblico.

Nell’Unione Sovietica invece, la prassi era quella in uso tipica degli stati totalitari e militarizzati: solo a successo avvenuto si comunicava con i media e si godeva della gloria e della supremazia raggiunta verso l’avversario.

Ma i russi non potevano immaginare che su un tetto di Torino qualcuno stesse ascoltando le loro missioni segrete. In una di queste sessioni di ascolto, i due fratelli registrarono la voce di una donna che parlava in russo. Aiutati dalla loro sorella, che all’epoca studiò russo appositamente, riuscirono a comprendere le parole della cosmonauta.

Terribili, agghiaccianti.

Eccole (sconsigliata la visione ad animi sensibili) [non so se lo vedrete via rss]

Questa è solo una delle sessioni di ascolto, catturata per caso. Ma… quanti esseri umani sono stati mandati a morire in questo modo degno dei peggiori film horror dai militari russi? Quale valore aveva la vita umana in confronto alla supremazia politica in tempo di guerra fredda?

Allo scopo è stato pubblicato un sito che cerca di fare chiarezza, per quanto possibile: Lost Cosmonauts.

Se l’argomento vi interessa e volete saperne di più su tutti i retroscena dei viaggi spaziali, con dovizia di particolari e una professionalità giornalistica ormai rara in Italia, leggete Complotti Lunari, di Paolo Attivissimo.

Nokia N97: tips, tricks, chips and popcorn!

Nokia N97Ok, un mese di convivenza con un Nokia N97 bianco, rigorosamente no brand è più che sufficiente. Dopo aver leggiucchiato qua e là recensioni frettolose, sbrigative e, soprattutto, ignoranti dico la mia con un pò di cognizione di causa.

Segue un elenco di considerazioni spicciole in rigoroso ordine sparso (il post è lungo e uso il tag “more” a ragion veduta…).

Continua a leggere ‘Nokia N97: tips, tricks, chips and popcorn!’

Maglia che ti passa

Colgo al volo il suggerimento di Sara per una nuova linea di abbigliamento estivo.

Collezione Fa-Caldo 2009:

Ci provo anche io (con scarsi risultati)

il PD è

Meno male che c’è (quando la mafia fa comodo)

Casa RottaSiamo ad appena due settimane dal terremoto in Abruzzo. Le macerie fumano ancora. Credo che gli sfollati ancora non si rendano conto che la loro nuova residenza in tenda non sarà poi così temporanea (fate un giro a Potenza, vedrete container dove abitano vittime del terremoto dell’80…).

La schizofrenia mediatica sembra essersi affievolita. Cominciano ad esserci edizioni dei TG dove NON si parla dell’evento.

Si parla già di ricostruzione. E cosa viene fuori? Che ci si preoccupa delle infiltrazioni mafiose che, in teoria, potrebbero mettere le mani nella marmellata dei finanziamenti stanziati per ricostruire.

Ma… fermi un attimo!!! Mafia? Reati? Magistrati che controllano?

E il passato? Quel che è fatto è fatto?

Non credo sia necessaria una intelligenza superiore o chi sa quali indagini complesse per prendere un edificio crollato a caso, trovarne il progettista, il costruttore, il fornitore dei materiali e l’impresa appaltatrice per emettere almeno una multa, uno schiaffetto, un pizzicotto… cazzo!!!

Eh no… preoccupiamoci dei reati futuri!

Il tentativo di gettare fumo negli occhi con questa storia della mafia negli appalti di ricostruzione, piuttosto che tirare fuori uno, che sia uno, dei responsabili è evidentissimo. Qualcuno mi smentisca, per favore.