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Il tuo nuovo diritto, e il tuo nuovo dovere

Open Observatory

Governi e organizzazioni commerciali danno continuamente vita, in maniera intenzionale, a nuove barriere che limitano la diffusione dei dati. Siamo adepti di un culto del container, per il quale ci è concesso di godere dei prodotti della ricerca ma non di contribuire alla costruzione di conoscenza o alla comprensione.

Oggi gran parte della conoscenza scientifica è gelosamente custodita tanto quanto lo erano le bibbie medioevali, incatenate ai pulpiti e accessibili solo agli iniziati.

Vorrei proporre un nuovo diritto e un nuovo dovere per gli esseri umani.

Primo: ognuno di noi ha diritto ai dati che sono stati raccolti su noi stessi e sull’ambiente in cui viviamo.

Secondo: ognuno di noi deve contribuire alla costruzione di conoscenza, raccogliendo e interpretando i dati relativi al nostro mondo.

Roger F. Malina

E’ un estratto di una puntata del podcast svizzero “Il Giardino Di Albert” (mentre in Italia diamo ampio spazio agli alieni e a padre Pio).

Questo è il brano, in versione integrale, che vi consiglio caldamente di ascoltare per intero:

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Maggiori informazioni sul sito dell’Open Observatory Manifesto.

Nel mio piccolo, continuo a protestare per aberrazioni sociali come queste.

Voi, nel vostro grande, fate qualcosa!!!

L’editoria agonizzante e servizi sperimentali come Flattr

(Vecchi) Giornali

E’ apparso l’aggeggio senza tastiera per eccellenza e i pensatori, quelli che “avremo, saremo, faremo”, hanno precipitosamente pensato che il futuro dell’editoria abbia trovato il suo destino: gli utenti pagheranno per usufruire dei contenuti web su queste tavole lucide.

Come se, in Italia, il costante e progressivo ridursi del volume di quotidiani, riviste e libri acquistati sia dovuto al mezzo. Certo, io non compro quotidiani perchè le pagine sono troppo grandi. E non compro libri perchè pesano.

Come se, avere le pagine elettroniche che si sfogliano fighettosamente fosse stato, fino ad’ora, l’unico ostacolo alla diffusione degli ebook.

In più, alcune testate italiane hanno già cominciato a sperimentare barriere pecuniarie che, tecnicamente, sono al limite del ridicolo.

Io non ci credo. E non credo alle testate mainstream. Non credo nel loro lavoro. Non mi fido di quello che scrivono. Non mi fido della bontà delle notizie riportate. Non mi fido della loro attività di ricerca e verifica delle fonti. In sostanza, non mi fido di quella *informazione* dove la logica predominante è soltanto quella del Pageview.

Sono la trasposizione sul web delle TV generaliste, dove la logica è banalmente quella dello Share.

Il web è un mezzo diverso: inutile e forzato il tentativo di piegarlo ad un modello di business figlio dei vecchi media.

Gli utenti se ne accorgono. Sono loro che hanno il coltello dalla parte del manico. Sono loro che vanno ascoltati e coccolati. Sono loro che vanno seguiti attentamente nelle nicchie d’interesse e fidelizzati con informazione “di qualità”. E invece, gli editori ascoltano i produttori di hardware e i consulenti dalle previsioni banal-semplicistiche.

Ma siccome non si vive di Pane e Amore, un sistema per far vivere i professionisti e i meritevoli (ce ne sono un bel pò) deve essere trovato. La soluzione delle soluzioni non esiste, ma i tizi che sono dietro The Pirate Bay ne hanno inventata una, nata nel lontano 2007. Si chiama Flattr.

Due righe per spiegare come funziona: io lettore dedico una cifra, anche piccolissima, alla remunerazione di quel che leggo. Mentre vado a zonzo per il web, trovo qualcosa che mi soddisfa e clicco sul bottoncino apposito di flattr, una specie di “mi piace” stile FriendFeed, Facebook o Digg. A fine mese, la mia piccola somma verrà divisa tra tutti i siti sui quali ho cliccato l’icona flattr. In pratica un “mi piace” del lettore, equivale ad una microtransazione e ognuno riceve un dividendo relativo al numero totale di click effettuati in un mese di tempo da tutti i visistatori.

Dal punto di vista teorico il sistema mi convince: risolve in un colpo solo il problema dei micropagamenti e concretizza in modo matematico la tanto osannata meritocrazia.

Dal punto di vista pratico ci sono ancora degli aspetti che mi lasciano perplesso.

Non c’è alcun motivo per cui un lettore debba iscriversi a flattr di sua spontanea volontà. A meno che i siti non comincino a differenziare i contenuti per chi è loggato su flattr rispetto a chi non lo è. Ad esempio, presenza o meno di pubblicità o di video incorporati.

Il sistema è unico, di un’unica azienda. Non va bene. Non va mai bene, in qualsiasi contesto, quando una tecnologia, una risorsa o un potere sono in mano ad un’unica entità. Sarebbe davvero ottimo se flattr diventasse uno standard aperto, come lo è HTTP, SMTP, SSL, SIP ed altro sul web. Io lettore potrei decidere a quale società fornitrice del servizio flattr rivolgermi e il sistema dovrebbe funzionare sempre e comunque per ogni sito. Tali fornitori potrebbero anche essere Google, Facebook, Yahoo, Paypal, Ebay il quali potrebbero integrare i loro bottoncini “mi piace”, “like”, “buzz”, “digg”, “pizz” o “puzz” con il futuro ipotetico “protocollo flattr”.

Intanto, proviamolo: il servizio è in beta chiusa, non ci si può iscrivere e si deve attendere dopo una richiesta.

Oggi ho notato che posso invitare altri dal mio account: se vuoi iscriverti e provare palesati sui commenti (ho solo 3 inviti disponibili, al momento)

Come realizzare un plugin per WordPress in meno di 5 minuti

Per la precisione, in 4 minuti e 40 secondi…

Sygic Mobile Maps su Nokia N900

Finalmente.

Dopo un’attesa che durava da Novembre 2009, oggi, Sygic ha rilasciato la versione per Maemo del suo ottimo navigatore GPS.

Il ritardo era dovuto ad una fantomatica “procedura di approvazione” da parte dello store Ovi di Nokia che aveva ormai raggiunto tempi biblici. Per fortuna, in Sygic hanno avuto la bella idea di ignorare di sana pianta Ovi e rilasciare in proprio l’applicazione.

Per noi possessori di N900 la notizia arriva come un temporale in un’afosa giornata di Agosto: Ovi Maps, preinstallato, non ha funzioni di navigazione passo-passo per cui Sygic è l’unica, validissima, alternativa del momento.

Veniamo al prezzo: 59 Euro per tutte le mappe europee. La procedura di acquisto, tramite carta di credito, è facile e veloce.

Lo è meno la procedura di download: ben 1.8 GB da scaricare, a scelta, in formato .exe o .zip. Il server è lento, ma l’ottimo Down Them All ha aiutato.

Il file .zip contiene tutte le mappe, le varie directory di servizio e il .deb da installare. Le istruzioni dicono di copiare tutto nella root della memory card ma credo si riferiscano ad altri dispositivi.

Si può copiare tranquillamente tutto nella home /home/user/MyDocs e si può installare esclusivamente la mappa italiana, così da risparmiare spazio.

Utilizzando il file manager di sistema si installa quindi l’applicativo vero e proprio .deb così come si fa normalmente.

L’avvio di Sygic non è fulmineo. Si avvia molto velocemente. E’ di molto più veloce di Ovi Maps e, una volta avviato, risulta molto fluido nell’uso di tutte le sue funzioni.

L’aggancio ai satelliti è quasi istantaneo e il segnale è sempre forte, anche in luoghi con alti edifici: riesce a fixare addirittura anche all’interno di un appartamento al primo piano. Ma ciò, ovviamente, non dipende da Sygic ma dal modulo A-GPS dell’N900, il migliore che abbia mai visto: questo aspetto della qualità del segnale vale sempre, per tutti i terminali, con qualsiasi software di navigazione, a differenza di quanto si legge in varie recensioni di applicazioni GPS.

Il livello di CPU impiegato è molto inferiore al previsto: si mantiene sempre intorno al 50% e aiuta a limitare il consumo di corrente.

Dal punto di vista dei menu e delle funzioni, Sygic si presenta simile in tutto e per tutto alle versioni per Symbian. La navigazione è fluida e precisa, senza blocchi o situazioni nelle quali il cursore si trova indietro rispetto alla reale posizione.

Ho provato Sygic su un percorso misto città/tangenziale a Milano: la mappa è aggiornata e precisa. Le indicazioni vocali sono chiare e spesso sorprendono per i consigli pratici, utili nei casi di percorrenza di svincoli autostradali abbastanza complessi (“Segui la curva verso destra e poi gira immediatamente a sinistra”).

Ho avviato il lettore multimediale dell’N900 durante la navigazione con Sygic: mentra ascoltavo il podcast di Tecnica Arcana le indicazioni vocali mettevano temporaneamente in pausa la riproduzione, senza sbavature o fastidiosi click audio.

Ora l’N900 è un prodotto davvero completo, anche come navigatore GPS, meglio se montato in auto con un holder Brodit.

PS: visto che stiamo parlando di una piattaforma Linux, dove tutto è un file e dove tutto è modificabile… aspetto con ansia varie modifiche e hack specifiche per Sygic in versione Maemo :-D

Nokia N900: una Debian tascabile


Volete sapere tutto sulle caretteristiche dell’N900? Bene, qui non troverete nulla, visto che esistono innumerevoli recensioni in giro e parecchi video su youtube.

Quel che poco si legge in giro è invece un’analisi “sistemistica” del “coso” di cui sto parlando.

Dal punto di vista dell’utente comune è senz’altro un ottimo prodotto. Veloce, stabile, funzionale, innovativo.

Ma l’effetto WOOOW si ottiente su quel tipo di utenza che conosce bene il mondo linux e dell’open source in generale.

Se sei una di quelle persone, continua pure a leggere, altrimenti puoi tranquillamente premere contemporaneamente i tasti ALT ed F4.

Continua a leggere ‘Nokia N900: una Debian tascabile’

Playlist Dj: la musica “umorale” ci fa compagnia

Con ben 48GB totali di spazio, è facile arrivare ad avere anche più di 500 canzoni in mp3 sull’N97.

Bene, benissimo, si dirà: già ma… cosa ascolto? L’imbarazzo della scelta è notevole. In più, dato che ascolto musica prevalentemente in auto, star lì a selezionare brani da mettere in playlist è un’operazione lunga, noiosa e rischiosa, dato che facilmente genera classici tamponamenti da distrazione.

Ci viene in aiuto un software interessante, che ha il nome di Playlist DJ (tradotto vergognosamente in italiano con “DJ Elenchi Di Riproduzione” ?! )

E’ gratuita, ma si dice che a breve sarà a pagamento, forse a un euro, ma li vale tutti.

Si tratta di un generatore di playlist “umorale” cioè basato sullo stato d’animo dell’utente e non sui classici filtri Artista, Album, Genere.

All’avvio appaiono quattro barre verticali, che si possono far scorrere da un minimo ad un massimo. Allegria, Passione, Incazzatura e Ritmo. Modificando i valori a seconda di come ci si sente verrà generata una playlist che potrebbe andare bene al nostro umore.

Avvio

Già, ma, come fa a sapere come si adattano i nostri mp3 ai 4 valori? Al primo avvio, e ogni volta che si aggiungono brani, l’applicazione legge i tag ID3 (quelli che contengono le informazioni sulla traccia) dei nuovi file e li invia tramite internet ad un database remoto, mantenuto dagli sviluppatori, sul quale viene profilato il brano.

Nuovi brani

Se avete dei brani con i tag ID3 correttamente valorizzati e tali brani sono presenti sul database remoto, l’operazione di profilazione sarà abbastanza veloce.

Scansione

In caso contrario, il brano verrà analizzato fisicamente nel suono che rappresenta e una sua impronta verrà inviata via internet. Vi accorgete che la profilazione è basata sul suono perchè la barra diventa blu e i tempi si allungano enormemente (è ovviamente consigliato fare tutto via wifi).

Fine scansione

E’ palese che se avete 10 brani, tutti death metal, quest’applicazione vi sarà poco utile. Se invece avete una buona varietà e quantità, i risultati saranno ottimi.

Generazione playlist

Ecco, per esempio, una playlist appena generata:

Lenti

E una invece dall’umore decisamente incazzato e furioso (conoscete Liquid Tension Experiment? Provatelo…):

Incazzati

Altra opzione interessante è la possibilità di generare una playlist anche a partire da un singolo brano: i restanti verranno associati grazie alla profilazione precedente.

Selezione singola

Quando una particolare playlist vi sembrerà interessante, potrete anche salvarla staticamente, in modo da poterla riprodurre con il lettore musicale standard.

Unica nota negativa: il player è un’istanza effettiva del lettore musicale di sistema ma essa non è legata in alcun modo, ad esempio, al widget del desktop, per cui non potrete “telecomandare” le tracce da li: spero risolvano, o almeno, costruiscano un loro widget dedicato.

Il Giorno del Pinguino

Il Giorno Del Pinguino

Qualcuno lo conosce già, altri lo sentono nominare, molti lo usano senza nemmeno saperlo: è Linux.

Senza entrare nel dettaglio, è bene sapere che Linux non è un “prodotto” nel senso classico del termine. Si tratta di software scritto e mantenuto da appassionati, gente che lo fa per il gusto di farlo, con una qualità che solo chi lavora per passione può ottenere.

Intorno alla passione per Linux e il Software Libero in generale, nascono numerose associazioni che si occupano di promuoverlo giorno dopo giorno e in un evento particolare, che si chiama Linux Day.

E’ la migliore occasione per scoprire il mondo del Software Libero, a tu per tu con chi lo mastica tutti i giorni.

Se sei in zona Milano o hinterland potresti fare un salto al Linux Day organizzato dal LIFOS, domani 24 Ottobre, nella splendida Villa Ghirlanda di Cinisello Balsamo.

E siccome una installazione vale più di mille manuali, avrai l’occasione di installare al volo Linux sul tuo computer (non serve che sia all’ultimo grido).

Ci si vede lì.
Ciao.

Auguri Michele Salvemini

Si vive di momenti, tristi e divertenti, non di momenti tristemente divertenti.

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Una grande opera
di importanza storica
che questa nazione salverà.

E per la grande opera
tutti i sudditi in città
grideranno viva Sua Maestà.

Una grande opera,
macchina economica
che i massoni rifocillerà.

È la grande opera,
stupido chi sciopera,
quante bastonate prenderà.

Grandi opere che iniziano ma che non finiranno mai.

Più che l’hobby dell’edilizia ho la lobby dell’edilizia,
che infrange la legge come un bobby che ti sevizia.
Assumo tutto ma la gente minimizza,
perchè arrotolo cartine che non si chiamano Rizla.

Edifico e scasso, va magra e non collasso.
Lo stemma della crew è una squadra col compasso.

Parliamo in codice,
talmente in codice che a volte nemmeno tra noi ci capiamo un clacson.

Palazzinari fieri, geometri, ingegneri e novizi iniziati con atti osceni:
li si traveste da Val di Susa,
e in una stanza chiusa se ne abusa penetrandoli coi treni.

Non abbiamo premi per gare di salto in alto,
ma premiamo per vincere le gare d’appalto.
Siamo balene in un mare di tanto plancton.

Noi quelli dritti, voi fritti come wanton.

“Nei cantieri se la cantano finché non gliela suoneremo.”

Dall’oggi al domani noi loggia dei demani che intreccia legami da cui sbocciano denari.
Capoccia e compari sloggiano i locali,
abbiamo appoggi tali che non ci scocciano i legali.

Non ci fotti,
dacci dei corrotti ma sappi che non ci abbatti come a punta Perotti.

Qui si punta a ponti da tremila metri e rotti,
buoni come soffitti tenuti con i cerotti.

Esclusiva la villa abusiva a riva,
se ti fidi di ‘sta casta non ti si castiga:
il divino tomo dice che il condono arriva,
noi bluffiamo solo se giochiamo la partita IVA.

Viva la diga,
iddio la benedica ma non tratterrebbe nemmeno la mia vescica.

Noi devastiamo il fondale abusando della credulità popolare,
tu non chiamare il CICAP.

Il Pisano Imbelvito

Il momento più noioso della giornata è il ritorno a casa, la sera, in un’insensata coda perenne. Nulla può rendermi piacevole quel momento.

Ma questo Pisano Imbelvito™ ci è riuscito.

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Trattasi della trasmissione “la Zanzara” su Radio24 del 7 Ottobre 2009.

(caro lettore via RSS, sul web c’è un comodo player flash)

Minacce digitali

Dopo avermi inviato alcuni sms a cui non ho distrattamente fatto caso, ignorandoli totalmente, mia sorella è passata agli MMS:

MMS gonfio

Trattasi di me medesimo, in età infantile, colpito da “orecchioni“. La foto è presente nel dossier che mia madre conserva con tutta la documentazione tecnica che mi riguarda (speriamo non finisca sui giornali, di questi tempi…).