Effetto Cappuccino

cappuccino tristeNon bevo più latte. Un pò perchè non lo digerisco, un pò per le notizie di questo tipo che arrivano dal mondo scientifico.

Ma un tempo lo bevevo sotto forma di cappuccino, uno al giorno.

Mi rifornivo al bar all’angolo, gestito da un tizio sulla cinquantina, capelli bianchi, movimenti veloci e sicuri dietro il bancone, pratico e organizzato come si deve essere in un qualsiasi bar.

Notoriamente, un cappuccino troppo caldo risulta difficile da buttar giù: la probabilità di ustionarsi è direttamente proporzionale alla fretta con cui lo si beve.

Per questo motivo, quando avevo fretta, lo chiedevo “tiepido, grazie”. E, puntualmente, arrivava incandescente.

Allora ho cominciato a non chiederlo più tiepido. Mi son fatto gli affari miei. Ed ecco che arrivava tiepido.

Dopo aver studiato il fenomeno ed escluso l’ipotesi di antipatie personali come causa di maltrattamento, ho osservato meglio i gesti del barista: senza specificare nulla preparava la bevanda con tranquillità, lasciandosi andare in movimenti e tempi di preparazione abituali, spesso distratto da una chiacchiera con avventori casuali.

Al contrario, chiedendo un cappuccino esplicitamente “tiepido”, notavo l’estrema concentrazione nel soddisfare il cliente, lo sguardo fisso verso la macchina del caffè e la mano ferma sulla tazza.

E’ così che sono arrivato alla definizione dell’Effetto Cappuccino, espresso come:

“la condizione mentale tale per cui si applica una eccessiva attenzione nell’esecuzione di un processo, altrimenti portato a termine senza problemi, causandone inconsapevolmente la deriva verso risultati opposti a quelli per cui si è applicata l’attenzione stessa, finendo il più delle volte nell’ottenere un danno”

 

Su sistemi più complessi di una interazione barista-macchina si può osservare l’Effetto Cappuccino molto diffuso in ambito informatico-finanziario dove l’eccessivo zelo, applicato alla sicurezza dei processi elettronici, genera aberrazioni per le quali tutto diventa estremamente difficile, anti intuitivo e pessimo dal punto di vista dell’usabilità.

Come se il codice macchina che processa informazioni derivanti da, ad esempio, valori di temperatura per un portale di previsioni meteo sia diverso, dal punto di vista software, dal codice che manipola numeri rappresentanti valori economici.

Ed ecco che abbiamo i siti web di conti bancari online e/o le applicazioni per smartphone più brutte e macchinose della storia dove, il fatto che si stia parlando di soldi, giustifica il modo di fare retrogrado, iper controllato e incomprensibilmente inusabile.

Un cappuccino imbevibile.

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