
Governi e organizzazioni commerciali danno continuamente vita, in maniera intenzionale, a nuove barriere che limitano la diffusione dei dati. Siamo adepti di un culto del container, per il quale ci è concesso di godere dei prodotti della ricerca ma non di contribuire alla costruzione di conoscenza o alla comprensione.
Oggi gran parte della conoscenza scientifica è gelosamente custodita tanto quanto lo erano le bibbie medioevali, incatenate ai pulpiti e accessibili solo agli iniziati.
Vorrei proporre un nuovo diritto e un nuovo dovere per gli esseri umani.
Primo: ognuno di noi ha diritto ai dati che sono stati raccolti su noi stessi e sull’ambiente in cui viviamo.
Secondo: ognuno di noi deve contribuire alla costruzione di conoscenza, raccogliendo e interpretando i dati relativi al nostro mondo.
Roger F. Malina
E’ un estratto di una puntata del podcast svizzero “Il Giardino Di Albert” (mentre in Italia diamo ampio spazio agli alieni e a padre Pio).
Questo è il brano, in versione integrale, che vi consiglio caldamente di ascoltare per intero:
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Maggiori informazioni sul sito dell’Open Observatory Manifesto.
Nel mio piccolo, continuo a protestare per aberrazioni sociali come queste.
Voi, nel vostro grande, fate qualcosa!!!
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