Meno male che c’è (quando la mafia fa comodo)

Casa RottaSiamo ad appena due settimane dal terremoto in Abruzzo. Le macerie fumano ancora. Credo che gli sfollati ancora non si rendano conto che la loro nuova residenza in tenda non sarà poi così temporanea (fate un giro a Potenza, vedrete container dove abitano vittime del terremoto dell’80…).

La schizofrenia mediatica sembra essersi affievolita. Cominciano ad esserci edizioni dei TG dove NON si parla dell’evento.

Si parla già di ricostruzione. E cosa viene fuori? Che ci si preoccupa delle infiltrazioni mafiose che, in teoria, potrebbero mettere le mani nella marmellata dei finanziamenti stanziati per ricostruire.

Ma… fermi un attimo!!! Mafia? Reati? Magistrati che controllano?

E il passato? Quel che è fatto è fatto?

Non credo sia necessaria una intelligenza superiore o chi sa quali indagini complesse per prendere un edificio crollato a caso, trovarne il progettista, il costruttore, il fornitore dei materiali e l’impresa appaltatrice per emettere almeno una multa, uno schiaffetto, un pizzicotto… cazzo!!!

Eh no… preoccupiamoci dei reati futuri!

Il tentativo di gettare fumo negli occhi con questa storia della mafia negli appalti di ricostruzione, piuttosto che tirare fuori uno, che sia uno, dei responsabili è evidentissimo. Qualcuno mi smentisca, per favore.

1 Risposta a “Meno male che c’è (quando la mafia fa comodo)”


  • Si parla di appalti grossi. In gran parte la ricostruzione sarà finanziata dallo stato, con gare d’appalto e tutta la trafila necessaria.

    La mafia li può vincere tutti quegli appalti… E se vuole lo farà.

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