Anch’io, da buon utente digitale, uso gli strumenti digitali che semplificano la vita digitale del lavoro digitale.
Se solo potessi…
Non credere di trovare cose interessanti qui
Tempo fa postai un video (ora non più disponibile allo stesso url) definito come “il più strano su internet”.
Quasi per caso mi sono imbattuto sul sito ufficiale dell’autore: trattasi di un animatore inglese, Cyriak Harris (ma che razza di nome sarebbe?), dotato di una certa creatività nel montaggio video, orientata per lo più al “macabro faunistico”.
Il video che pubblicai qui è di nuovo disponibile sul suo sito: trattasi di un collage di molte delle sue affascinanti animazioni.
Oltre a “videomontaggi”, realizza animazioni cicliche (tipicamente GIF animate), illustrazioni e, usando versi di animali mixati a suoni in stile campionatore anni 80, anche brani musicali, se così si possono definire.
Potete goderveli sul suo maispeis.
Interessante anche l’intervista apparsa in TV.
Avviso: se siete delicatini di stomaco lasciate perdere e premete contemporaneamente i tasti ALT ed F4 sulla vostra tastiera.
Ogni tanto ricevo simpatico spam scritto in simpatico cinese che, presumo, propone l’acquisto di simpatici prodotti o servizi da simpatici fornitori cinesi.
Oggi, sfuggendo al rigoroso controllo antispam di Gmail, ricevo questa simpatica email:

Di solito clicco su “Report spam” senza pensarci su più di tanto. Oggi però mi sono incuriosito per la presenza della parola “water” in inglese mista al simpatico font cinese. Ed ho provato a tradurre in italiano il testo. No, non conosco il cinese, mi son fidato del primo traduttore automatico online, pescato a caso. La traduzione è questa:

Ma… cosa avrà voluto dire???
Noto con piacere che al sorgere della minima intenzione del governo, o di entità ad esso associate, di applicare leggi, regolamentazioni, restrizioni al mondo del web, la blogosfera (uff, ho usato questa parola) insorge con una miriade di post, manifestazioni, gruppi di lotta armata digitale, critiche acerbissime, battute e ogni altra forma di protesta possibile.
Leggo oggi su Punto Informatico addirittura un brano in stile poliziesco scritto per spiegare l’incongruenza tecnico/logica della proposta recente riguardante l’assegnazione di un IP unico a cranio.
Io, da buon Lucano, me ne fotto.
Perchè? Semplice. Ci sono modi di fare, espressioni di arroganza, abusi e strumentalizzazioni da parte dei nostri politici in quasi ogni settore del vivere comune. E in maniera più o meno efficace tali modi di fare hanno un effetto concreto.
Ma il loro “osso duro” è arrivato, si chiama Internet ed è un mostro molto difficile da ammansire. E’ intrinsecamente libero, non risponde alle leggi “imposte” ma solo a quelle natural-social-tecnologiche, sempre fuori dagli schemi desiderati dai potenti.
Ecco perchè io non vedo l’ora che una eventuale legge imbavaglia blog sia approvata, che un IP unico sia assegnato ad ogni utente: il risultato avrà effetti grotteschi e parecchio divertenti; sarà entusiasmante osservare i politicanti arrampicarsi sugli specchi come bambini che non riescono a raggiungere il barattolo della marmellata posto nel cassetto più in alto.
Se è vero che ogni popolo ha i politici che si merita, allora ogni politico avrà il cittadino “cattivone” digitale che si merita.
Certo che, per ipotesi eh, se avessimo un ministro delle telecomunicazioni come Stefano Quintarelli le idee strampalate partorite dai politici digital-ignorant non farebbero nemmeno in tempo ad arrivare nei corridoi dei palazzi romani.
Ultime chiacchiere