Ecco, lo ammetto, ne sono diventato dipendente. Trattasi di un agglomerato di 216 sferette magnetiche, fatte di un particolare materiale, il neodimio che dà il nome al prodotto, TheNeoCube, proponendosi come il nuovo cubo di Rubik.
Si rimane un pò sconcertati all’inizio, non si sa bene cosa fare, oltre a meravigliarsi della forza con cui le sfere si attraggono o si respingono. Poi, presa dimestichezza con la meccanica “naturale” che le sfere applicano a se stesse, si comincia ad essere sicuri di sè: prima un cubo, il classico, poi varie forme simmetriche, fonti di orgoglio per l’ideatore convinto. Fino alle figure sferiche, in varie strutture, dimensioni e combinazioni.
Si finisce col giocarci sempre, quasi ogni sera, come se fosse una prescrizione del medico. Si fanno file lunghe, le si arrotolano, le si accoppiano. Si creano triangoli da assemblare in modo “naturale”, ci si gioca sui tavoli, si cercano le combinazioni più stabili o, al contrario, instabili.
Attenzione poi alle ragazze: sono istintivamente attratte dalla “cosa” e finiscono quasi sempre col creare pseudo-gioielli da cui poi non se ne vogliono separare.
Avvertenze: non ingoiarle, soprattutto se più di una e a distanza di tempo, tenere lontano da apparati elettonici/elettromeccanici (compresi orologi), tenere lontano da parti intime… non si sà mai.