Ho scaricato e installato l’Android SDK per dargli uno sguardo.
Trattasi di tool di generazione progetti, compilatori e un emulatore realizzati con una combinazione di java e python.
Ovviamente, ho avviato subito l’emulatore e ci ho smanettato un pò.
Il tempo di avvio è stato di circa un minuto: questo significa che anche i dispositivi reali impiegheranno lo stesso tempo al boot.
Ecco come si presenta il “desktop”:
La fluidità dell’interfaccia è buona. I vari controlli grafici sono coerenti e molto intuitivi da utilizzare.
Il terminale emulato dispone di una tastiera querty completa e di schermo touchscreen (calzerebbe perfettamente su un HTC come questo. Il display è in landscape.
Due le applicazioni installate.
L’immancabile Google Maps:
…dal funzionamento simile all’applicazione java che Google ha realizzato per Symbian.
E un browser, molto simile a quello dei Symbian 3rd Edition:
Manca il supporto flash:
…ma questo non è un difetto: non c’è virtual machine o linguaggio interpretato che tengano. Il player Flash va costruito direttamente sulla piattaforma/CPU su cui dovrà operare. E’ spaventosamente avido di risorse, soprattutto per la riproduzione di video.
Una simpatica schermata di errore tipica del kernel che si accorge che un processo non risponde:
Sono presenti numerose librerie, tra le quali una OpenGL che fa ben sperare per i giochi e/o, perchè no, per una futuristica interfaccia 3D:
C’è anche un pannello di controllo nel quale uno sviluppatore può settare vari aspetti di debug del sistema: è una cosa utilissima perchè non sapere cosa succede nel buio del codice che gira su un PC è disarmante, ma non saperlo su un cellulare fa venir voglia di abbandonare qualsiasi progetto.
In definitiva, il primo impatto con questo prodotto lascia sorprendentemente un senso di “semplicità” di progettazione.
Se la piattaforma Symbian non ha avuto il successo che sicuramente merita è anche per via dell’elevata complessità che si incontra nello sviluppo di applicazioni in C++ dedicate.
Android, al contrario, promette di semplificare lo sviluppo, avvicinando centinaia di migliaia di sviluppatori fornendogli strumenti già familiari e più semplici da usare.
Certo, questa è tutta teoria: si vedrà il prossimo anno come si comporteranno le applicazioni complesse su hardware vero, dove l’ottimizzazione, campo nel quale Symbian fa da padrone, è fondamentale.
Una curiosità: nelle applicazioni provate sull’emulatore, non ho visto nessuna voce di menù “exit; il tasto rosso non chiude le applicazioni; non c’è un tasto dedicato. Sembra che rimangano sempre aperte in background, ricordandosi lo stato in cui le abbiamo lasciate. Ma… quanta RAM dovranno avere i dispositivi fisici per sopportare un comportamento del genere?
L’ho provato un po’ anch’io ieri,mi è sembrato un bel lavoro!
Ma quindi i primi prodotti reali su cui testare arriveranno il prossimo anno?
Feeco, stasera ci faccio un giro di ritorno dall’università. Complimeniti
@stenet: si, saranno HTC e/o Samsung, ma tutti i partecipanti alla Open Handset Alliance dovrebbero tirarne fuori uno, credo…
Un bel lavoro, sicuramente. Usandolo un po’ piu’ a fondo si impalla delle volte pero’…