Avevo un dubbio. Ora una quasi-certezza.
Ma cominciamo dal principio.
Anni fa scrivevo il codice embrionale del mio principale progetto, PicoStreamer. Una delle componenti fondamentali del client si preoccupa di inviare lo stream dati al server web tramite una request HTTP POST. Il protocollo HTTP prevede che insieme alla request venga inviato anche un header contente il Content-Type del corpo della request stessa.
Il Content-Type nel mio caso era “audio/mpeg”, cioè un flusso di dati MP3 e valorizzai quindi con tale stringa l’header.
Tutto andò liscio finchè qualcuno, testando il software, mi fece notare che lo stream dopo pochi byte andava in “stallo” e l’upload non proseguiva più fino all’inevitabile timeout.
Notavo però con sorpresa che tale problema si presentava solo ed esclusivamente con coloro che usavano connessioni casalinghe Fastweb.
Spinto da un sospetto a cui nemmeno io credevo modificai il Content-Type in “application/octect-stream”, che significa “flusso di byte” e cioè “sono dati binari, non ti interessare al contenuto”.
All’improvviso i problemi con le linee Fastweb scomparvero: flusso regolare e nessuno “stallo” del socket.
A questo punto chi conosce, anche poco, le tecnologie e i protocolli che sostengono tutta l’infrastruttura Internet dovrà porsi qualche interrogativo, perchè qualcosa non quadra.
Le connessioni Internet sono semplici “tubi”: il provider di turno collega un tubo (largo o stretto che sia) dalla casa del cliente alla rete delle reti. Punto. Non fa e non dovrebbe fare altro.
A quanto pare, invece, Fastweb nel tubo ci guarda, e cerca anche di fare qualche piccola “indagine”.
Il mio sospetto è che nelle infrastrutture Fastweb ci sia qualche software di monitoraggio del traffico degli utenti. Immaginate quante preziosissime informazioni otterrebbe un ISP catalogando sistematicamente le pagine visitate e tutta l’attività di ogni singolo cliente del quale, tra l’altro, conosce gli estremi. Avrebbe quindi un database preziosissimo per le attività di marketing: abitudini, gusti e interessi associati a persone, con nome, cognome e indirizzo.
E penso anche che nel sistema usato da Fastweb ci sia un bel BUG. Di solito gli utenti scaricano MP3 e il software di monitoraggio potrebbe voler tentare di leggere i tag ID3 dei file scaricati, in modo da aggiungere al suo database degli utenti anche i gusti musicali. Ma PicoStreamer fa UPLOAD di dati MP3 ed è qui che i sistema di monitoraggio s’incarta, bloccando di conseguenza il flusso dati.
E’ come se Telecom ascoltasse le telefonate con un sistema automatico e che, per colpa di un bug, in particolari condizioni, cada la linea proprio per colpa di quel sistema.
Ultimamente, noto invece problemi diversi con Tiscali: ogni sito o servizio legato a Google, da circa un mese è lento, molto lento.
Potrebbe essere semplicemente un problema di Google, ma non lo è: altri utenti non riscontrano problemi nello stesso momento. Potrebbe anche essere un problema di banda, ma non lo è: altri siti, sia italiani che esteri, risultano velocissimi mentre Google è lento.
Visto quanto succede con Fastweb e, visto che siamo in Italia, il sospetto che ci sia qualche sniffer parassita è più che lecito.
O no?
OFF TOPIC
Ma la scelta della foto per l’headline è casuale?
Non credo. Io ci vedo un logo dell’AMD su di un chip dove c’è anche scritto allo stesso tempo Copyright Intel.
Lo vedo solo io? Sono matto io? Come si spiega il dilemma?
Ciao, articolo molto interessante
Mi limito a farti notare una cosa: il passaggio da “ISP filtra i dati” a “ISP raccoglie i dati sulle abitudini degli utenti” è estremamente labile, nonché rischioso.
Prima di gridare al lupo, hai provato a segnalare il problema alla loro assistenza tecnica? Sinceramente non conosco FastWeb e il tipo di assistenza che forniscono, ma un tentativo sarebbe doveroso.
@Smeerch: nel 1978 la AMD non esisteva come concorrente di Intel. Come dice Wikipedia la AMD era una licenziataria incaricata di produrre le CPU di Intel:
La CPU in header è una 8086 del mio vecchio, defunto, Olivetti M24, potentissimo, per l’epoca :-).
@PseudoTecninco: in realtò penso che i nostri ISP facciano entrambe le cose. Filtrano, come fa Libero sulle reti P2P e raccolgono dati, come fa Fastweb e, sospetto, anche Tiscali.
Alla faccia della Net Neutrality.
Sono cliente Tiscali e so che chiamando l’assistenza riceverei risposte da uno pseudo-bot tipo “il modem è connesso? la lucina è accesa? ha provato a riavviare?”. Lo so perchè li contattai per farmi aprire la porta 25 in ingresso e ottenni solo ed esclusivamente risposte su come configurare un client di posta.
Fanno queste cose nelle “segrete” dell’azienda, credo che pochissime persone all’interno lo sappiano, figuriamoci nei call-center.
Qualche amico…non ricordo bene chi,mi diceva che ha prescindere da chi sei,tutte le telefonate,tutto il traffico internet,ed il broadcast con relativa posizione,sempre ricavabile dal telefonino,o chiamate dalle cabine effettuate con scheda telefonica(che ha un id,e lascia traccia anche di quando chiami a casa…)beh tutte queste cose vengono memorizzate in alcuni computer capitolini,che tacciono e riposano da qualche parte,non ricordo bene dove….Poi un giorno ti alzi, massacri il vicino di casa perchè è troppo chiassoso,e magicamente scopri che il tuo telefono era sotto controllo,perchè eri un individuo sospetto.Tutte queste informazioni non sono attendibili,perchè le ho ricevute da un amico che ci lavora,ma che sfortunatamente non mi ricordo ne come si chiama,ne dove lavora…..mi parlava tuttavia di una giacenza dei dati standard di 5 anni,che poteva essere aumentata per i non incensurati..Ad essere malinconici,ci si potrebbe far inviare le chiamate dell’adolescenza,quelle del chiudo io o chiudi tu?…Viva l’italia,paese dal governo trasparente,secondo solo alla cina