Tutti se ne sono accorti: il volume degli spot trasmessi in TV è nettamente superiore a quello della normale programmazione.
Molto di più sulle reti Mediaset.
Il problema era già stato fatto notare un anno fa e l’AGCOM aveva emesso un regolamento contenente “misure urgenti” contro questo ennesimo malcostume pigramente tollerato.
Misure urgenti??? E’ passato un’anno.
Si legge che come primo provvedimento era stata fatta una “analisi tecnica condotta dall’Istituto Superiore del ministero delle Comunicazioni” (per la serie: eravamo li che con mezzi sofisticatissimi… stavamo mangiando pane e mortadella), dopo di che era stata fissata al 15% la differenza di volume tra gli spot e la normale programmazione.
Quindi, in sostanza, l’AGCOM ritiene che irradiare gli spot ad un volume più alto sia una cosa accettabile. Vergogna.
Ricordo che scoppiai a ridere quando la “faccenda” passò sui principali TG e un tizio della RAI disse in una intervista più o meno una cosa così: “Siamo impegnati in questi giorni a formare un gruppo tecnico di sperimentazione atto a generare una specifica soluzione al problema…”. Cioè? State facendo mega-riunioni per capire come girare un pippolo sul mixer? Ipocrisia pura. E offesa all’intelligenza della gente (almeno a quella che sa che per abbassare un volume… basta abbassare il volume).
E’ una questione di educazione prima di tutto, e di libertà personale poi. Permettete che sia io a decidere a quale volume ascoltare CD, DVD, TV e qualsiasi altro prodotto di intrattenimento?
Il balletto serale che si è costretti a fare col telecomando alzando il volume per capire i dialoghi e abbassandolo velocemente allo stacco pubblicitario è semplicemente irritante. Oltretutto l’irritazione si associa allo spot trasmesso, col risultato di indurre nel pubblico un atteggamento negativo verso i prodotti sponsorizzati: ma la gente del “marketing” lo sa? Se ne è accorta?
Per misurare la differenza in maniera oggettiva ho registrato una puntata di CSI su Italia 1 usando l’ottimo Vcast ed estraendo l’audio con Super.
Una volta importato l’audio estratto in Audacity ho ottenuto questa eloquente forma d’onda:

Guardate la parte più chiara, che rappresenta l’ampiezza media del segnale: indovinate cosa sono le aree più ampie all’inizio, a metà e all fine del file? Io vedo una ampiezza che è quasi il doppio della normale programmazione, altro che 15%!!!
Ok, il regolamento c’è già ma è utile?
Mi diverto spesso a leggere le considerazioni che Stefano Quintarelli puntualmente fa sulle multe emesse nei confronti dei gestori di telefonia, talmente irrisorie che, fatte le dovute proporzioni, è come se ad uno che guadagna 30.000 euro annui gli si fa una multa di pochi centesimi.
Ho aperto quasi per gioco una petizione rivolta all’AGCOM per far riesumare il problema emerso l’anno scorso e completamente dimenticato (ogni tanto il servizio è down ma non disperate, presto sarà molto più performante…) e vedo che la gente “di passaggio” firma volentieri, segno che il problema è sentito.
Ma attenzione. La petizione chiede una azione precisa: emettere multe pari al fatturato che l’emittente ricava con l’emissione dello spot trasmesso a volume alto.
Solo adottando questo principio le regolamentazioni sarebbero davvero utili.
Immaginate questo principio applicato alle multe date ai gestori telefonici: hai guadagnato miliardi ingannando gli utenti? Bene, tirali fuori, non li meriti.
Oppure alle classiche multe per divieto di sosta. Milano è piena di SUV che girano e parcheggiano selvaggiamente, sbattendosene bellamente delle multe, probabilmente perchè i loro proprietari non ne vengono minimamente intaccati economicamente.
Se invece la multa la prendo io… mi taglia il 10% dello stipendio.