Archivio per Ottobre, 2007

Aggiornamento: Nokia N95 e il sensore di posizione

Mi riferisco a questo articolo di un pò di giorni fa dove auspicavo un’apertura da parte di Nokia delle API per controllare il sensore di posizione.

Ebbene… eccole.

Oltre a un demo che fa muovere e rimbalzare una palla, si sta sviluppando una applicazione simile al Nokia Sport Tracker. A differenza di quest’ultimo, il tragitto sarà calcolato in “passi” con le distanze stimate.

A fine Novembre dovrebbe uscire anche una versione di RotateME specifica per l’N95 che sfrutta le nuove API. Demo video su DailyMotion.

Ora non resta che aspettare qualche gioco simpatico e, perchè no, l’integrazione con la console Nintendo Wii in modo da usare l’N95 come wiimote. L’opposto, cioè un wiimote che controlla un gioco sul telefono, è stato già fatto.

Nokia Car Audio Stereo: il cellulare come autoradio

Tempo fa, negli anni ‘80 più o meno, i ladruncoli rubavano le autoradio. Ma c’erano anche i primi antifurti per auto.

Un trucco abbastanza conosciuto per disattivare l’antifurto consisteva nel rompere il coprifreccia, staccare la lampadina, tirare fuori il portalampada e mettere in corto i due fili di alimentazione. Risultato: l’antifurto si attiva, fa simpaticamente lampeggiare le freccie, una freccia è in corto, il cirtuito dell’antifurto va in corto, salta il fusibile. Allarme KO.

(se sei un ladro, non scappare subito in strada a fare il tuo mestiere credendo di possedere il Graal dei topi d’auto… continua a leggere)

Questo accadeva con i primi modelli di antifurto elettronici. Inutile dire che ora non è più così, o almeno credo…

Nel 2006, e non nel 1976 o 1986, la mia bella autovettura se ne stava parcheggiata in tutta tranquillità ad assorbire le polveri sottili, piombo, ossido cianidrico, tracce di cocaina e tutte quelle belle cose che si trovano abitualmente nella salubre aria di Milano.

Ad un certo punto, mentre mi stavo godendo le ferie di Pasqua, qualche animale cittadino, memore del trucco sopracitato ha pensato bene di:

  • rompere la freccia anteriore destra
  • mettere in corto i fili di alimentazione della lampadina
  • spezzarmi l’antenna (eeeh??? perchè??? :-( )
  • rompere un vetro usando un pezzo di tubo metallico (che conservo ancora)
  • sradicare il cassetto portaoggetti
  • trovare il frontalino dell’autoradio che “qualcuno” aveva sapientemente lasciato lì
  • strappare via letteralmente l’autoradio (alcuni fili erano saldati a stagno, senza connettore)

Bello vero? La cosa interessante è che sulla mia auto non c’è alcun tipo di antifurto.

Se me lo avessero chiesto avrei lasciato le chiavi.

Era una autoradio nuova, Majestic, pagata 99 euro (attualmente un costo superiore al valore dell’auto). Ma era abbastanza fica: lettore CD, MP3 e WMA, presa usb per chiavetta esterna contenente MP3, lettore MMC/SD contenenti MP3 (sulle quali poteva anche regisrtrare il segnale FM in MP3!!) e una discreta potenza di uscita.

Potevo ricomprarne una nuova ma… mi sono chiesto: me la ruberanno di nuovo? Finchè non mi è venuta una idea: Il Nokia N70 legge gli MP3 e ha una radio FM integrata. Uso il cellulare come autoradio. Quello che mi serve è semplicemente un amplificatore stereo con un ingresso, controllo volume e switch on/off.

In questo modo l’auto sarebbe apparsa come se non avesse autoradio, azzerando il rischio furto. Così mi sono attrezzato è ho costruito l’accrocchio di seguito descritto.

Faccio notare che l’ho usato con un Nokia 6680, N70, N80 ed ora con un N95 che mi dà una qualità audio eccellente… in relazione alle caratteristiche delle casse (delle Alpine che pompano musica dal 1992).

Continua a leggere ‘Nokia Car Audio Stereo: il cellulare come autoradio’

ISP: rubano dati, ma che lo facciano bene almeno…

Avevo un dubbio. Ora una quasi-certezza.

Ma cominciamo dal principio.

Anni fa scrivevo il codice embrionale del mio principale progetto, PicoStreamer. Una delle componenti fondamentali del client si preoccupa di inviare lo stream dati al server web tramite una request HTTP POST. Il protocollo HTTP prevede che insieme alla request venga inviato anche un header contente il Content-Type del corpo della request stessa.

Il Content-Type nel mio caso era “audio/mpeg”, cioè un flusso di dati MP3 e valorizzai quindi con tale stringa l’header.
Tutto andò liscio finchè qualcuno, testando il software, mi fece notare che lo stream dopo pochi byte andava in “stallo” e l’upload non proseguiva più fino all’inevitabile timeout.

Notavo però con sorpresa che tale problema si presentava solo ed esclusivamente con coloro che usavano connessioni casalinghe Fastweb.

Spinto da un sospetto a cui nemmeno io credevo modificai il Content-Type in “application/octect-stream”, che significa “flusso di byte” e cioè “sono dati binari, non ti interessare al contenuto”.

All’improvviso i problemi con le linee Fastweb scomparvero: flusso regolare e nessuno “stallo” del socket.

A questo punto chi conosce, anche poco, le tecnologie e i protocolli che sostengono tutta l’infrastruttura Internet dovrà porsi qualche interrogativo, perchè qualcosa non quadra.

Le connessioni Internet sono semplici “tubi”: il provider di turno collega un tubo (largo o stretto che sia) dalla casa del cliente alla rete delle reti. Punto. Non fa e non dovrebbe fare altro.

A quanto pare, invece, Fastweb nel tubo ci guarda, e cerca anche di fare qualche piccola “indagine”.

Il mio sospetto è che nelle infrastrutture Fastweb ci sia qualche software di monitoraggio del traffico degli utenti. Immaginate quante preziosissime informazioni otterrebbe un ISP catalogando sistematicamente le pagine visitate e tutta l’attività di ogni singolo cliente del quale, tra l’altro, conosce gli estremi. Avrebbe quindi un database preziosissimo per le attività di marketing: abitudini, gusti e interessi associati a persone, con nome, cognome e indirizzo.

E penso anche che nel sistema usato da Fastweb ci sia un bel BUG. Di solito gli utenti scaricano MP3 e il software di monitoraggio potrebbe voler tentare di leggere i tag ID3 dei file scaricati, in modo da aggiungere al suo database degli utenti anche i gusti musicali. Ma PicoStreamer fa UPLOAD di dati MP3 ed è qui che i sistema di monitoraggio s’incarta, bloccando di conseguenza il flusso dati.

E’ come se Telecom ascoltasse le telefonate con un sistema automatico e che, per colpa di un bug, in particolari condizioni, cada la linea proprio per colpa di quel sistema.

Ultimamente, noto invece problemi diversi con Tiscali: ogni sito o servizio legato a Google, da circa un mese è lento, molto lento.
Potrebbe essere semplicemente un problema di Google, ma non lo è: altri utenti non riscontrano problemi nello stesso momento. Potrebbe anche essere un problema di banda, ma non lo è: altri siti, sia italiani che esteri, risultano velocissimi mentre Google è lento.

Visto quanto succede con Fastweb e, visto che siamo in Italia, il sospetto che ci sia qualche sniffer parassita è più che lecito.

O no?

VolareWeb inghiottita da Alitalia

Sono anni che volo con VolareWeb.

Fino a quando è stata una delle tante compagnie low cost si è comportata in modo “standard”: prezzi variabili, ritardi, mancanza di aerei disponibili, etc…

Poi… sorpresa! Bancarotta! Azienda commissariata e futuro incerto.

E ora che si fa? Mi faceva comodo la tratta da Milano Linate (e non “quasi” Milano come Varese o Orio) a Bari Palese.
Invece, da quando è stata commissariata, è diventata la compagnia aerea perfetta: 2 voli al giorno, prezzi quasi sempre fissi, sui 70..80 euro, puntualità svizzera, mai perso un bagaglio, personale gentile ed efficente. Un sogno.

E i risultati non si sono fatti attendere: voli sempre pieni, anche nei giorni i cui non te lo aspetti, e clienti “fidelizzati” come ogni uomo di marketing sogna per la propria azienda.

Giorni fa stavo preoccupandomi di prenotare il solito volo andata/ritorno per le ferie Natalizie (sì, lo faccio con moooolto anticipo). Clicco qui, clicco lì, seleziono la tratta, il giorno, premo ok… nessun volo disponibile. Giorno successivo: nulla. Giorno precedente: nulla. Settimana precedente: nulla. Settimana successiva: nulla. Strano. Provo con un giorno a caso di Novembre: assolutamente nulla. Ma che caz… succede?

Mmm.. proviamo qualche altra compagnia. Tentiamo con la tanto maltrattata Alitalia: toh!

Alitalia-Volare

Ora abbiamo una compagnia aerea italiana commissariata che mentre stava per sollevarsi dai debiti si è associata con un’altra compagnia italiana ultrainefficente (di Stato, con la S maiuscola) che brucia un milione di euro al giorno. Bell’affare. Complimentissimi a tutte e due e all’entità geniale che vi è sopra.

Un sistema operativo va tenuto sempre aggiornato

Secure Shell

1998

Millenium Bug

19100

Abbassiamo il volume degli spot in TV (e basta ipocrisie)

Tutti se ne sono accorti: il volume degli spot trasmessi in TV è nettamente superiore a quello della normale programmazione.

Molto di più sulle reti Mediaset.

Il problema era già stato fatto notare un anno fa e l’AGCOM aveva emesso un regolamento contenente “misure urgenti” contro questo ennesimo malcostume pigramente tollerato.

Misure urgenti??? E’ passato un’anno.

Si legge che come primo provvedimento era stata fatta una “analisi tecnica condotta dall’Istituto Superiore del ministero delle Comunicazioni” (per la serie: eravamo li che con mezzi sofisticatissimi… stavamo mangiando pane e mortadella), dopo di che era stata fissata al 15% la differenza di volume tra gli spot e la normale programmazione.

Quindi, in sostanza, l’AGCOM ritiene che irradiare gli spot ad un volume più alto sia una cosa accettabile. Vergogna.

Ricordo che scoppiai a ridere quando la “faccenda” passò sui principali TG e un tizio della RAI disse in una intervista più o meno una cosa così: “Siamo impegnati in questi giorni a formare un gruppo tecnico di sperimentazione atto a generare una specifica soluzione al problema…”. Cioè? State facendo mega-riunioni per capire come girare un pippolo sul mixer? Ipocrisia pura. E offesa all’intelligenza della gente (almeno a quella che sa che per abbassare un volume… basta abbassare il volume).

E’ una questione di educazione prima di tutto, e di libertà personale poi. Permettete che sia io a decidere a quale volume ascoltare CD, DVD, TV e qualsiasi altro prodotto di intrattenimento?

Il balletto serale che si è costretti a fare col telecomando alzando il volume per capire i dialoghi e abbassandolo velocemente allo stacco pubblicitario è semplicemente irritante. Oltretutto l’irritazione si associa allo spot trasmesso, col risultato di indurre nel pubblico un atteggamento negativo verso i prodotti sponsorizzati: ma la gente del “marketing” lo sa? Se ne è accorta?

Per misurare la differenza in maniera oggettiva ho registrato una puntata di CSI su Italia 1 usando l’ottimo Vcast ed estraendo l’audio con Super.

Una volta importato l’audio estratto in Audacity ho ottenuto questa eloquente forma d’onda:

Audio Italia 1

Guardate la parte più chiara, che rappresenta l’ampiezza media del segnale: indovinate cosa sono le aree più ampie all’inizio, a metà e all fine del file? Io vedo una ampiezza che è quasi il doppio della normale programmazione, altro che 15%!!!

Ok, il regolamento c’è già ma è utile?

Mi diverto spesso a leggere le considerazioni che Stefano Quintarelli puntualmente fa sulle multe emesse nei confronti dei gestori di telefonia, talmente irrisorie che, fatte le dovute proporzioni, è come se ad uno che guadagna 30.000 euro annui gli si fa una multa di pochi centesimi.

Ho aperto quasi per gioco una petizione rivolta all’AGCOM per far riesumare il problema emerso l’anno scorso e completamente dimenticato (ogni tanto il servizio è down ma non disperate, presto sarà molto più performante…) e vedo che la gente “di passaggio” firma volentieri, segno che il problema è sentito.

Ma attenzione. La petizione chiede una azione precisa: emettere multe pari al fatturato che l’emittente ricava con l’emissione dello spot trasmesso a volume alto.

Solo adottando questo principio le regolamentazioni sarebbero davvero utili.

Immaginate questo principio applicato alle multe date ai gestori telefonici: hai guadagnato miliardi ingannando gli utenti? Bene, tirali fuori, non li meriti.

Oppure alle classiche multe per divieto di sosta. Milano è piena di SUV che girano e parcheggiano selvaggiamente, sbattendosene bellamente delle multe, probabilmente perchè i loro proprietari non ne vengono minimamente intaccati economicamente.

Se invece la multa la prendo io… mi taglia il 10% dello stipendio.